Quali disturbi sono interpersonali: tutti, alcuni o nessuno?
All claims expressed in this article are solely those of the authors and do not necessarily represent those of their affiliated organizations, or those of the publisher, the editors and the reviewers. Any product that may be evaluated in this article or claim that may be made by its manufacturer is not guaranteed or endorsed by the publisher.
Autori
L’obiettivo di questo articolo è analizzare tre diverse ipotesi sul ruolo del dominio interpersonale nella psicopatologia: nello specifico, se nessuno, alcuni o tutti i disturbi debbano essere considerati interpersonali. Nel valutare queste tre posizioni teoriche, presento una tesi generale e un’antitesi per ciascuna di tali posizioni, con l’obiettivo di sostenere una prospettiva interpersonale in psicoterapia. Questa prospettiva si basa sui principi formulati quasi un secolo fa da Harry Stack Sullivan. Infine, discuto una sintesi di tutte queste tesi e antitesi, attraverso una prospettiva evoluzionistica. La conclusione che propongo è che la storia della nostra specie, il funzionamento umano generale e di conseguenza la salute mentale e la psicopatologia si siano evoluti sempre e distintamente in senso sociale. Vengono discusse le implicazioni cliniche per la concettualizzazione e il trattamento.
Come citare

Questo volume è pubblicato con la licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale 4.0 Internazionale.
PAGEPress has chosen to apply the Creative Commons Attribution NonCommercial 4.0 International License (CC BY-NC 4.0) to all manuscripts to be published.