Un pre-riflessivo intenzionale: l’inconscio prospettico
All claims expressed in this article are solely those of the authors and do not necessarily represent those of their affiliated organizations, or those of the publisher, the editors and the reviewers. Any product that may be evaluated in this article or claim that may be made by its manufacturer is not guaranteed or endorsed by the publisher.
Autori
L’autore esplora la divergenza tra le concezioni dell’inconscio di Sigmund Freud e Carl Gustav Jung, enfatizzando le diverse visioni sulla natura dell’inconscio e il suo ruolo nella psiche umana. Freud interpreta l’inconscio come un contenitore di impulsi e desideri repressi, mentre Jung propone un modello più dinamico e creativo, in cui l’inconscio serve come fonte di potenziale evolutivo e di individuazione. L’articolo discute anche il concetto di “inconscio implicito” delle neuroscienze moderne, evidenziando come questi approcci si confrontino con le idee psicoanalitiche tradizionali. In particolare, si presenta una concezione di inconscio “prospettico”, capace di influenzare le decisioni e guidare il comportamento verso nuove forme di autoconoscenza e creatività. Attraverso studi di casi clinici e riferimenti a teorie fisiche moderne, si propone che l’inconscio prospettivo possa catalizzare processi di cambiamento e trasformazione nell’individuo, riflettendo una visione molto più integrata e relazionale dell’essere umano nel contesto del suo ambiente. L’autore suggerisce che la psicoterapia debba abbracciare questa dimensione prospettica dell’inconscio per facilitare una comprensione più profonda del sé e delle dinamiche relazionali, promuovendo una dimensione creativa del soggetto umano.
Come citare

Questo volume è pubblicato con la licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale 4.0 Internazionale.
PAGEPress has chosen to apply the Creative Commons Attribution NonCommercial 4.0 International License (CC BY-NC 4.0) to all manuscripts to be published.