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THE DIVIDENDS OF NEUTRALITY: THE RISE OF “ACTIVE NEUTRALITY” AS SAN MARINO’S POLICY DURING THE COLD WAR

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Pubblicato: 22 dicembre 2025
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Il saggio ricostruisce, sulla base di fonti primarie, l’evoluzione della politica estera sammarinese durante la Guerra fredda, dal neutralismo del dopoguerra alla “neutralità attiva” degli anni Settanta. Dopo il rovesciamento del governo socialcomunista nel 1957 e l’allineamento con il blocco occidentale, San Marino seppe ridefinire la propria posizione internazionale sfruttando le opportunità offerte dalla distensione. Tra il 1970 e il 1975, la revisione di accordi con l’Italia, l’apertura diplomatica verso la Repubblica Popolare Cinese e l’adesione alla Conferenza sulla Sicurezza e la Cooperazione in Europa segnarono un punto di passaggio nella politica estera del microstato. Negli anni successivi, la “neutralità attiva” si caratterizzò per un equilibrio pragmatico tra Est e Ovest, culminando nell’accordo petrolifero con l’URSS del 1979. L’articolo mostra come un microstato, soggetto politico fragile e marginale, abbia attivamente adattato la propria politica estera allo scenario bipolare della Guerra fredda, perseguendo legittimazione diplomatica e vantaggi materiali.

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THE DIVIDENDS OF NEUTRALITY: THE RISE OF “ACTIVE NEUTRALITY” AS SAN MARINO’S POLICY DURING THE COLD WAR. (2025). Il Politico, 263(2), 32-52. https://doi.org/10.4081/ilpolitico.2025.1119